L’État c’est moi

"L'État c'est moi!", è, oggi, lo slogan ritraente lo stato dell’arte del mondo attuale che osserva l’inarrestabile processo di disumanizzazione in atto, a partire dai rapporti sociali.

Nella società moderna la famosa frase del Re sole è antesignana del cosiddetto “Sovranismo”, neologismo che deriva dal sostantivo sovrano e mutuato appunto dal francese souvrainisme. Si definisce sovranismo quella "posizione politica che propugna la difesa o la riconquista della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, in antitesi alle dinamiche della globalizzazione e in contrapposizione alle politiche sovrannazionali di concertazione".

Pertanto con il sovranismo si assiste alla chiusura del pensiero, dell’economia, dei diritti, del confronto tra le menti e all’impoverimento della cultura e dell’arte, uniche depositarie della libertà umana perché il sovranismo, opponendosi al trasferimento di poteri e di competenze dallo Stato nazionale a un organo internazionale annienta, mediante un processo di egoismo strategico e di minaccia attentatrice dell’identità umana, i principi della democrazia che elevano i rapporti tra le diverse realtà sociali caratterizzanti l’umanità intera.

Con Luigi XIV emerge tutta la complessità di rendere grandioso un regno e quindi la frase “Lo Stato sono io” sembra quella di un re che può fare quel che gli pare, in realtà questa affermazione fa parte del regime con cui il re riesce a mantenere il potere.
La sua grande opera pubblica non serve solo a mostrare all'Europa intera la sua maestosità, ma è un modo per ridurre l'antica feudalità a "nobiltà di corte", obbligandola a fare da brillante comparsa a Versailles, mentre nelle province il potere passa nelle mani dell'intendente regio.

Un motto che è un programma di governo, passato alla storia:
"L'État c'est moi", "Lo Stato sono io".

A firmarlo - indicando così i chiari intenti assolutistici e di accentramento statale che erode il potere nobiliare - è il re di Francia Luigi XIV. Per tutti il Re sole. Un personaggio che trasforma il suo regno in una delle maggiori potenze europee del XVII secolo. Re dal 1643, a soli cinque anni, Luigi rimane sotto la tutela della madre e del cardinale Mazzarino sino alla morte di quest'ultimo (1661), quando annuncia alla corte che nulla si sarebbe più fatto senza il suo ordine. La lunga, faticosa e costosa costruzione della Reggia di Versailles (dal 1622 al 1690), coincide con questo piano politico, quest’ultimo definibile con il termine “assolutismo”, simboleggiato dal trasferimento nella reggia di Versailles. Ma questo assolutismo porta il re a svolgere una vita infernale, come qualunque politico di oggi perché deve continuamente mediare, negoziare, decidere a chi dare favori e a chi no, ma è sovrano assoluto nel senso che non ha obblighi formali perché prende iniziative senza chiedere il permesso al parlamento, ma se detta iniziativa si rivela un errore pagherà le conseguenze. Tuttavia il re Sole è il primo sovrano ad occuparsi dell’economia, ha capito che il governo deve promuovere il gettito fiscale, che conta sempre a partire da questa epoca fino ad oggi.